di racconti
non vi voglio raccontare un emerito cazzo… dico solo “al diavolo, non è giusto…” non si possono passare domeniche in solitudine, che manco me ne sto chiuso in casa… anzi, vi dirò la verità, ora scrivo da sotto casa… avevo il portatile con me, il router era lì bello che acceso… e non avevo proprio voglia di salire in casa per scrivere… ed allora si! nel parcheggio, in macchina, a scrivere… per perder tempo, aspettando che le 2 arrivino al più presto per poter dire…” bè, anche questa giornata è andata, menomale…”
è caldo, starsene appoggiati ad un muro, sigaretta sempre, guardare le persone che camminano, è caldo… il sole non disturba, manca ancora un pò al tramonto… si sta bene. c’è calma, le persone sono strane, passeggiano con aria spensierata, sarà per la domenica, sarà per il posto… sento “quest’abazia è fantastica…” la guardo anch’io, è la solita, non è cambiata… penso, noto due signori abbastanza anziani, camminano affiancati, ma non si parlano, un pò come me ed il mio muretto… da quanti anni cammineranno quei due senza parlarsi? e per quanto altro tempo? cos’hanno ancora da raccontarsi?… guardo e c’è un bimbo… in bici, gira… gira… gira… sembrerebbe divertito, a me dà noia, al padre ancora di più… mi sposto, cerco un posto più tranquillo per sentirmi più solo del solito… noto che si sentono le cicale, rimango stranito… le cicale… ma il cicalare non è estivo? ma dopo qualche secondo già non dò più peso all’evento, solo ora mi torna in mente… solo ora, penso… e dov’ero prima?
… “pino? pino? pino dove sei…?” il vociferare morì tutto di un colpo… solo una piccola risata, soffocata subito da un calcio sullo stinco…” schhh, non si ride…”… la recita era noiosissima, ed i bambini erano tutti fuori che giocavano… splendida serata di agosto, la brezza marina ti ricordava che stavi perdendo tempo con quella noiosa recita… ma era un tuo dovere. Altri venti minuti e poi l’applauso liberatorio del pubblico, neanche il tempo di rendersi conto che era tutto finito, e già la gente era in fuga… poveri attori, c’hanno provato… ma non è colpa loro, capiranno. ora la festa può veramente cominciare, i tendoni delle cibarie già presi d’assalto… e la musica, la solita musica da festa paesana accompagnava il vino… era un povero prete, ormai sugli ottanta, prete di paese, di quelli che conoscono tutti i piccoli segreti confessabili…
“padre, odio il mio vicino… ieri per la rabbia gli ho rotto un vaso, ma quando l’incontro passo ore con lui, a parlar male del figlio della fioraia… che brutto ragazzo… si dice si droghi… dovremmo aiutarlo, oppure allontanarlo dal paese… lei che dice? ”
… poverino, sono le undici di sera, si vede che ha sonno… poi lo sparo… una risata… e subito dopo gente, gente che grida…
questa volta è tutta tua… la prossima sarà mia…




