partivo

Esami alle porte, soliti problemi di organizzazione, soliti problemi con il cervello, soliti problemi insomma… il lunedì parto, di nuovo, come tutti i lunedì, stazione, biglietto, autobus…viaggio… stazione, casa… Butto valigia e borsa in camera, ho abbastanza fame…vado in cucina, scarto cartacce varie, mangio un paio di pezzi di pizza ed ecco che le prime forme di vita che popolano la mia abitazione si fanno vive… “Ciao” “Ciao… non pensavo fossi in casa… ho già pranzato perché avevo fame” “Fa niente, tranquilla” “Ho portato della pizza e dei cornetti… puoi usufruire se vuoi” “Grazie mille…” “Niente” Silenzio… quel silenzio che ormai è sempre più presente in questa casa, e devo dire che a volte è talmente fastidioso che preferisco chiudermi sola in camera mia, almeno evito qualsiasi forma di imbarazzo. E’ un po’ che la storia va avanti… c’è chi chiude definitivamente i rapporti quando magari si capisce che ci sono alla base delle evidenti incompatibilità di carattere, c’è chi invece come me che per il quieto vivere, cerca in qualche modo di sopportare la pesantezza di una situazione disagevole evitando eventuali discussioni a volte inutili che portano solo ad incazzarmi e a stare male di conseguenza. “Sai, è un po’ di tempo che non vengo calcolata più ormai… cosa è successo?” Cazzo, tutto voglio adesso tranne che parlare, non ne ho voglia, ma il discorso ormai l’hai tirato fuori e visto che in ballo ci sono anch’io non posso esimermi dalla discussione, anche perché in casa ci siamo solo io e te in questo momento. “Parlo per me, e ti dico che se mi vedi distante da un po’ di tempo a questa parte è perché mi sono stufata dei continui litigi e discussioni che si creano, anche per delle cazzate” Ecco, gliel’ho detto, anche se avrei potuto dirle anche altro ma ho preferito evitare perchè avevo paura di poterla offendere in qualche modo… siamo andate avanti a parlare tutto il giorno fino alle sette di martedì mattina… lei innervosita e dispiaciuta per il mutismo generale mio a di altre due persone,ed io che mi sono sentita una merda perché avrei potuto essere schietta e sincera, avrei potuto ferirla ma non l’ho fatto perché sono una codarda e perché non avevo nessuna voglia di innervosirmi. Ho riflettuto a lungo insieme a lei su tante cose, sul suo atteggiamento, sul mio, su quello degli altri due e alla fine sono arrivata ad una conclusione: ciao a tutti, mi presento, sono una lurida doppiogiochista. Ho passato tre anni in compagnia della tipa e degli altri due individui, lamentandomi dei loro atteggiamenti spesso e volentieri fuori da ogni mio stile di vita e di pensiero, e non capisco per quale diavolo di motivo sono ancora contornata da loro… probabilmente non ho trovato di meglio, e la cosa è tremendamente triste… ho sempre sostenuto la più nobile delle tesi: “vivi, e lascia vivere”, ma loro non sembrano essere poi così tanto d’accordo, soprattutto gli altri due e non tanto lei… parlano alle spalle delle persone, giudicano sadicamente, a volte anche ad alta voce, e mi rendo conto che se qualcuno mi passa di fianco e non mi rivolge più il saluto, adesso so bene il perché. “Capisco che adesso ti trovi tra due fuochi… e non è bello” sì, non è per niente bello, tu che ti confidi con me e ti do ragione riguardo l’atteggiamento poco riverente nei confronti degli altri da parte di quei due, e gli altri due che si confidano con me dando loro piena ragione sugli atteggiamenti tuoi da saccente donna del nord, che vuole sempre avere ragione e che dovrà sempre stare lì a correggere da brava maestrina qualsiasi minimo errore venga fatto, sia se si sta cucinando un piatto di pasta, sia se si stia parlando delle abitudini culinarie di una scolopendra afgana. “Sono stronza lo so, ma la gente che lo sa impara a convivere con il mio carattere” … almeno tu lo ammetti, anche se farti capire che stai sbagliando e che potresti ogni tanto tapparti un po’ di più la bocca ed ovviare ad inutili discussioni , sia praticamente impossibile, dato che a detta tua le persone devono semplicemente imparare a convivere con il tuo caratteraccio. Sbagliando s’impara, ma probabilmente tu e Gesù Cristo siete una cosa sola. Non pensavo di arrivare fino a questo punto, non avrei mai voluto, eppure eccomi qua, in tutto il mio splendido viscidume. Manca poco più di un mese alla fine di questo travaglio perché poi ognuno di noi prenderà strade diverse, chi si laurea, chi cambia città, chi rimane a patire (sigh) in quell’angusto tempietto di giovani promesse … sopporterò ancora per un po’ questa situazione, continuerò a indossare maschere inesorabilmente, e chi vivrà vedrà…

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