un sorriso? no…

guarda, oggi potrei mettermi qui su e scrivere… scrivere.. scrivere… ma non perchè non ho un cazzo di nulla da fare, anzi, al contrario sono sommerso di lavoro, ho milioni di cose da concludere, centinaia di problemi da risolvere… ma risolvendoli oggi, domani non ne avrò più? naaa… è sempre la stessa e solita storia, e quindi dai, per un giorno lasciamo tutto com’è e perdiamoci nel tempo…
sveglia alle 8, caffè, sigaretta, caffè, macchina, sigaretta, strada, lavori, sigaretta, buche, ditta, rilevatore biometrico, caffè, sigaretta… e la vita in tutto ciò?
caldo… molto caldo, shorts, termine ridicolo, t-shirt, termine ancora più ridicolo, infradito, ridicolo sono io… primo richiamo, si viene al lavoro così? ma fà caldo. non sei presentabile! ma fa caldo. non và internet! ma fa caldo. ma guardati! ‘sti gran cazzi, t’ho detto che fà caldo?… c’est la vie… oggi ci sei e domani pure, ed in entrambi i casi devi lavorare, soffrire, schiumare sangue… ed attendere uno di quei giorni che una stronzata qualunque ti permetterà di pensare “ma sai? la vita è proprio bella!”… no! cazzo, non è così… allora chiamo, chiamo la ditta che mi fornisce l’wadsl… “senti ciccio, mi serve internet… non và, c’ho bisogno di scaricare le mail…” “mi deve scusare, abbiamo dei problemi sulla dorsale tra… ” “…’sti gran cazzi, ti pago per un servizio che non mi stai dando…” ha gli stessi miei problemi il tizio, gente che stressa, che pretende, che vuole… basta… chiudo lasciandolo lì con i miei puntini di sospensione, si perchè io quando parlo i puntini li pronuncio puntinipuntinipuntini ma che ti pensi che sono il tuo giochetto sessuale della buonanotte? cioè te che sfrutti me? un viscido sfruttatore, bastardo finto come me? dai, credici, che io continuo a divertirmi… ma si, chiamiamo Paola T. della XXX editrice.. “Salve, Nicola della XXXXX, trovo un appunto, ieri m’ha cercato?” “Salve Nicola, si l’ho cercata perchè ho dei seri dubbi riguardo blablablablabla… e forse potrebbe blablablabla… e quell’articolo sarebbe meglio se blablablabla…” si blablabla, sono qui che mi fumo la mia bella sigaretta, navigo, mi leggo due blog e fingo di ascoltare il tuo blablabla, che tanto lo sappiamo entrambi che alla fine la soluzione sarà quella proposta da me, cara Paola, perchè lo fai? disperata ragazza miaaaa… perchè ti fai… ecc… ecc… “Signor Nicola, quindi?” “Scusi, quindi cosa?” “Quindi come pensa di riuscire a…” “Senta puntinipuntinipuntini” chiudo… che poi rodo, Signor Nicola, mi sà di vecchio, non arrivo ancora ai 30 e mi chiami signor nicola, ‘sta stronza… e dimostro anche meno…anche se quando incrocio quei ragazzini che fumano uno spinello li vedo, li vedo che sono terrorizzati… “cazzo, non farti vedere, un adulto si sta avvicinando…” ‘sti stronzi… evvabbè, il tempo passa e non ancora arriva la mia amata pausa pranzo dai 30 minuti… 30 minuti da sballo, chiuso in una sala mensa a tavolo con i capoccia che si leccano a vicenda… cosa si mangia oggi? leccalecca… “mmm, ma il tuo è sicuramente più buono del mio…” “no, dai, il tuo è molto più buono” “ehi, volete assaggiarne un pò del mio? io sono affamato, ma sinceramente preferisco farvene leccare un pò pure a voi… volete, volete leccare?” e via che ci si lecca tutti in un turbinio si sleng slang gnam “quanto sei buono” “mmmm” “è delizioso” slung “wow” e poi tutti bagnati caffèinsiemeesigarettaridendo… ed io non lecco, non mi lascio leccare… non mi piace essere leccato, persino la gnocca di turno non riesce a leccarmi, sono tutto di un pezzo io poi passo nel tuo ufficio e non mi lecchi non ci pensare… pesa, siamo tanto sognatori, due categorie di sognatori, quelli che sognano e quelli che sono coscienti di sognare, sognano per passatempo, li chiamano realistici… sognatori tutti di un pezzo, sognano per perder tempo… sognano per partecipare ai sogni della prima categoria… un battiato canterebbe all’incirca questo per descriver lo stato d’animo di quello che scrivo “le donne girano la sterpaglia, imbevute di sole, sulle sponde del tibet, ed un aquila, tra il sole e l’erba, schiaffeggia il fuoco nel freddo deserto dei popoli…”
gioco con le dita nel posacenere, una duetre quattrocinquesei cicche di sigaretta, ho fumato vè? dita nere di cenere…
e giunse il pranzo, panino con cotoletta alla milanese… di milanese aveva solo il soprannome, di cotoletta l’aspetto, di pranzo l’orario…
poi mi fermo e ci rifletto su, in fondo si sta bene qui sul mondo, non è caldissimo e fuori c’è sole a volontà, domani sarà mare e leggerezza, domani sarà amici e risate, ed oggi sto bene alla fine… oggi è uno di quei classici giorni in cui potrei dire “ma sai? la vita è proprio bella!”… ora mi alzo si, mi alzo e prendo il volo… e fischiettando me ne vado…

le donne girano la vita,
imbevute di sole sulle sponde del mondo,
e quell’aquila tra il sole e l’erba,
schiaffeggia il fuoco nel freddo deserto dei popoli…

vuoi farmi un regalo? un pacchetto di camelmorbidegiallegrazie, accompagnato da un sorriso…

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