banalità

banalità banalità… sono fatto di banalità, mi attacco alla cazzate..a date, eventi casualità… abbracci fatti a due passi da me, sorrisi non ricambiati… sguardi sprecati… soldi buttati… banalità incoscenza obsolecità… star seduto qui, sapere e pensare che per risolvere il problema devo trovarmi li di fronte, ma il problema poi risolto causerà un problema nella futura risoluzione… che lo risolvo a fare se dopo risolto non mi interessa più? vivere con il peso, la pallina da tennis in pieno petto… quella pietra che prima o poi ti arriva, lanciata, dietro la nuca… l’attesa prima del dolore, lo sai… che poi quando arriva è proprio l’istante in cui decidi di prenderti quel secondo di relax… non ci pensi, non può succedere proprio in quell’istante… ed invece, lei… la mano… la pietra… il vento… persino il passante che guarda interessato… sanno! sanno che prima o poi avrai quel secondo di relax… e trattengono il fiato prima di ferirti… come nel finale del film già visto… stai lì che l’aspetti sapendo come và a finire… ma l’aspetti ancora più impaziente che nella prima visione… perchè è proprio il realizzarsi della conferma che ti dà sollievo… e l’aspettiamo insieme allora? ti stringo la mano, fumo controvento e sorrido al passante… un ultimo sguardo prima del dolore… nell’ultimo sguardo la nuvola di fumo che sfila lungo lo zigomo… ma ora se cambio il finale del film? mi abbasso… lo sguardo sarà ghigno… la sigaretta arma, mi butto… sfrutto il vento e ti raggiungo, spezzo… sento che si frantumano… mille pezzi schegge  e dolore… ma è solo il pensiero di un finale diverso poco prima del gran dolore… ho perso tempo nel pensare, nel riflettere, ho spostato i pensieri e l’attenzione… ho creato il mio momento di relax… ed arriva la pietra… il passante ora ride, già diretto verso casa… la sigaretta è a terra… spostata in passeggiata dal vento e la mano ormai in tasca… te ridi io bestemmio per il dolore.. te scompari nella nebbia cittadina… io impreco davanti un negozio di articoli sportivi… banalità… ti giri, non ha senso e non c’è poesia in quel che è successo… colpito e affondato… è la vita, grandi scogli grandi storie… dolori affermazioni, il relax di un attimo in cambio del percorso travagliato dell’amore… la mia sconfitta barattata per la tua vittoria… caldo e freddo… pace e guerra… banalità, tutto uguale, oggi come ieri…se ne esce ridendo… ed allora cosa serve? perchè dannarsi buttarsi sprapparsi allearsi? ti giri ti rigiri… eccolo… un altro passante… eccola… un altra sigaretta nel pacchetto… ed anche un altra folata di vento… tutto uguale a prima, passa il dolore, rimangono i momenti… manca un cane che mi scodinzola fra le gambe… abbandonando i suoi bisogni… ed un anziano col bastone cerca di attraversare… se lui potesse (lo guardo).. se lui sapesse (mi guarda)…

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