Ridi che ti passa
Una serata diversa, non il solito concerto, non le solite chitarre sferzanti e i ritmi ballabili.
Solo un pianoforte, due protagonisti, il primo con un lieve velo bianco sul volto, il naso rosso, pantaloni larghi e scarpe fuori misura, privo di parole, solo pochi versi e innumerevoli strumenti musicali nel proprio repertorio. L’altro molto più bianco, gli abiti più allegorici, poliglotta di poche parole, e un pò di invidia per il suo compagno di spettacoli. Il resto lo fanno il pubblico, le risate spontanee di bambini al settimo cielo, le inaspettate partecipazioni sul palco di attori non professionisti rese genuine e sganasciamascelle dall’imbarazzo per una performance inusuale.
Filo conduttore della serata la semplicità, quella che ci dovrebbe accompagnare sempre e ovunque.
Un ritorno a casa d’altri tempi, finestrini spalancati, velocità ridotta, gli Afterhours coprono i ruggiti del motore… canta Manuel Agnelli, canta senzagambe, canto io, pure AnaLcolicA e Pierilla…. come alle superiori, tutti a cantare… e non siamo nemmeno ubriachi.
E’ bello tornare bambini.




