Il tempo che fu
Passano i secondi, passano i minuti, passano le ore, i giorni… gli anni
Per ogni secondo che va avanti la mia mente ne desidera 5 indietro…
Non posso fare a meno di pensare a quello che è stato, a quanto è stato, spensierato e inconsapevole… inconsapevole di quello che mi stavo perdendo, inconsapevole che le macchine del tempo esistono solo nei film e che i film esistono solo nella realtà.
Penso allo zoo, al mio primo coccodrillo, e una domanda così bella, così spontanea “Mamma, chi ha schiacciato quegli animali?”
Penso ai dinosauri, quelli di carta, quelli d’ossa al museo, quelli gonfiabili che mi divertivo a picchiare in un surreale fantamondo incantato
Penso ai compitini in classe, ai Bravissimo scritti sul quaderno, e le tre bustine di figurine, il premio alla mia fantasia e alla voglia di imparare
Penso alla babbuccia, quella spaiata, che mio padre aveva fatto diventare un pallone da calcio, morbida che ci si poteva giocare in casa nelle giornate di pioggia
Penso ai miei nonni, alla casa in campagna, al loro pastore tedesco… Iara… che quando rimanevo solo in giardino mi si avvicinava e mi faceva la guardia… non glielo aveva insegnato nessuno, ma lo faceva…. e faceva altre mille cose per farmi felice….
Penso che in fondo Peter Pan abbia capito tutto, vado a dormire.. a sognare un film dove non esiste la realtà.





