plastica
chiuso in scatole di plastica… tre scatole di plastica… opache, perdono trasparenza ad ogni pensiero… chiuso dal vento… una tazza di caffè, grande… porzione condominio… pozione tienimi sveglio… scatole… non ci sto, non l’accetto aspetto… scatole… una dentro l’altra, scatole che non mi fermano, non mi spaventano, scatole che mi consigliano… qui stai e qui rimani… ed aspetto… io aspetto, perchè è l’unica cosa che posso fare, non è vero, è l’unica da fare… aspetta!… plastica, il tempo la degrada… ci vuole tempo, giusto il tempo di aspettare… aspetto chiuso, queste scatole… aspetto il tempo che svaniscano… aspetto per dire di aver saputo aspettare, giusto il tempo di dirlo a qualcuno, giusto un istante di gloria… tocca al prossimo… il prossimo in scatola… scatolame, scatolai… plasticume…
e finisce il caffè, aprò le scatole, scarto il regalo d’aria che m’aspetta, se mi aspetta… aria vecchia, stesso odore, stesso sapore… è il mio odore a dare profumo alle cose, all’aria, alla gente… chiudile! infilati dentro… una due tre… scatole… uno due tre stella… apri ora gli occhi, voltati… tutti fermo, tutto fermo… non c’è il tempo a spostare nulla… tutto fermo… solo io? io urlo e parlo, cambio il tempo delle cose… mi torturo al solo pensiero, mi torturo la carne… un battito, un altro… sapore piacere… momento e tortura… scopro la carne, calda, la mia… e tocco… sotto a chi tocca, sotto ai miei pensieri… le dita, le mani… sotto coperta…
chiudi l’ultima scatola per favore, non fare entrare troppa luce, chiudimi qui… lasciami dormire ora che il caffè è finito, lasciami sognare che un giorno uscirò di qui… solo per dire io ci sono stato li, li sotto, dentro quelle tre scatole, con la mia carne ed il mio caffè, con la voglia matta di uscire a gridare e poi tornare a dormire, dentro le mie tre scatole… dentro di tutto…
è tutto tondo li fuori, tutto così… senz’angoli… tutto facile, curve dolci… voglio quei quattro spazi di quei quattro angoli, dove piangere o pensare o toccarmi o liberarmi, voglio starmene in castigo in un angolo e poi correre verso l’altro gridando siamo salvi… le scatole sono nostre ora ne siamo padroni, possiamo aprirle ma lasciamole chiuse, c’hanno protetto e ci proteggeranno ancora…schiavi di noi stessi, dei nostri desideri di aria… schiavi in queste tre scatole… di questa camicia stretta, bianca… di questi pensieri strani di tortura… di questa voglia di rivincita… lingua sulle labbra, sapore aspro di sangue… di carne secca, sapore amaro…
non stringete per favore, questa volta vi dirò tutto, ma lasciatemi in pace, lasciatemi solo… andate fuori vi griderò da dentro la verità, il sapere… tutto… non voglio voi, ne questi lacci… fanno male i polsi… ho sonno, sono stanco… ora andate… non vi preoccupate per me… starò bene… ho solo angoli al contrario qui… ho mani legate e pensieri sciolti ma non posso farmi male… lo giuro…
se potete ancora del caffè… se potete salutate l’aria, ditele che io non ci torno li fuori… ditele che non avrà più il mio profumo…











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