potrei… ma no

evitiamo… butto giù storie non mie e litri di saliva di nicotina ed amaro… storie non mie che ogni volta, ogni santa volta, si ripetono e si svolgono, storie di qualche giorno oppure anni, storie che mi chiedono, anzi no, storie che mi dicono che come sempre, come quando, esistiamo solo per noi stessi, per i nostri interessi per il passaggio che siamo e per il paesaggio che occupiamo… come quella mattonella lì, si, proprio quella… quellla che almeno una sua funzione l’ha, quella che nel tempo l’ha… scorie, storie, supposizioni di reazioni… passaggi… nulla nel tempo, passa la voglia… la voglia di scrivere e di stare qui a controllare gli accessi di questo cazzo di blog, blog… ad otto mani poi sei ora quattro domani tre… perchè passa il tempo della voglia, di stare qui a raccontare del tempo ed a raccontare nel tempo, le storie i fatti del giorno … qualcosa che sfoghi in un cristo di scritto… qualcosa di personale a volte e qualcosa di puramente fantasioso… solo per dire… ehi, hai letto? io ero lì anche in quell’istante… io c’ero ancor prima, quando tu nemmeno ti facevi le pippe… quando tu neanche potevi immagginare che      io       comunque       c’ero…       e passando di pagina in posto, di foto in detto, di moda in camera… ti rendi conto, mi rendo conto, che neanche questo serve… serve la fortuna, quella sempre ed è l’unica cosa che porta fortuna… la fortuna del nascere nel posto giusto, dalle persone giuste, con l’intorno giusto… la fortuna di esser qualcuno ancor prima di poter pronunciare “pap…ppa”… qualche p qualche a altre poche lettere con significati imprecisi e fantasioni, ma con richieste ben definite, decise, fredde, utili, essenziali… è quella fortuna che ti gira intorno… ma non ci credo, non si crede nella fortuna nel destino nella sorte nel tutto già scritto fritto e rifritto… si crede in se stessi, se proprio si ha tempo da perdere, oppure ci si mette alla guida… tanto la strada la fanno altri, man at work… ore di fila, deviazioni… condizionatore rotto… è caldo, com’era caldo passaggiare ieri, ma probabilmente un anno fa, stesso posto stessa ora, quel caldo era lì, poi è rimasto è tornato… chi lo sà? ieri era lì, ogni tanto si fa trovare… su di un muretto, nel collo di una bottiglia o nella bocca di qualcuna… poi dipende tutto dall’omino al lavoro sulla strada, che regola quel tempo che impieghi per il passaggio… inavvertitamente potrebbe lasciarti nel buio della sera… chiuso nella presidenza di un istituto o in un fosso aspettando lo scoppio… inavvertitamente potrebbe essere causa delle tue fortune… lui ancora sotto il sole cocente, te già nella brezza serale… che storie, stare qui a pensarle ed a raccontarle, a voi umani ed ai vostri modi incoerenti di dire ci siamo… non ci siamo, non ci siamo mai stati, che cazzo dici??? … l’orgoglio… dicono, il peggiore dei vizi capitali… il peggiore di cosa? i vizi… nessun vizio toglie pregio alle virtù e bla bla bla…  ora seduto, scrivania, pc, caldo, sapore di nicotina, mi si chiede di scrivere un resoconto della situazione trovata ieri da un cliente, un bel resoconto… di quelli che mettono in risalto i problemi tralasciando il resto… e vorrei stare qui a scrivere solamente “schifo”… perchè non riesco a vedere diversamente tutto ciò che possa essere etichettato con il termine “resoconto”… resto immobile, fisso per un pò le mani… quelle mani che tanto hanno toccato… quelle mani che mi si chiedono in foto, quelle mani ritratte e queste mani prestate… con segni di ricordi… le guardo pensando per un attimo alla ferita procuratami ieri… le guardo pensando alla vita di chi prima di me ha vissuto ed ora è in un letto d’ospedale… che la sera mi guarda e mi dice che “si, va tutto bene, meglio di ieri“… sono passati tanti ieri che dovresti ormai essere in piedi non pensi?

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