lungi dal tarsio

ma che bel castello marco dirondirondello, ma che bel castello marco dirondirondà… se ci sono cose che mi fanno veramente girare i cosidetti sono le situazioni in cui qualcuno, mio malgrado, cerca di tenermi sottocontrollo, costringendomi a passare giornate in cui il mio pensiero costante è il dover sapere, a tutti i costi, che ore sono se sono rintracciabile con chi sono perchè ci sono e se veramente ci sono, con il tarlo russante nell’orecchio di star facendo qualcosa di sbagliato o compromettente per la vita altrui e del pianeta in generale… e non potrei neanche scriverlo qui sopra o chissà cosa… no! che non dotrei farlo, finisco di ferire forse una, due o più persone… forse sto parlando di mia madre, forse della mia amica, forse di rins o della rintraciabbilità dovuta al mio lavoro… insomma… potrei scriverlo  per diverse ragioni… ma la pressione che mi si esercita addosso, dovuta poi a chissà quale astruso diritto di usufrutto del mio tempo, mi provoca prurito, a volte sonnolenza, ma molto più spesso voglia di non sentire nulla che nessun altro e nient’altro… alcune situazioni mi amareggiano, molto anche, perchè se da un lato so capisco e percepisco, forse mio malgrado, sbagliando, di non star facendo nulla di male, l’altro lato mi urla nel cervello che forse non dovrei, senza darmi precise spiegazioni di sorta, mi pizzica sul collo a mò di picchio delle antille procurandomi incertezze che sempre più spesso sono costretto a trasformare in menefreghismo, cercando, volutamente, ma senza risultati egregi e sufficenti ad una promozione,  di non ridurmi ad un qualcosa di elastico pronto a scattare sull’attenti per paura di ripercusioni a livello lavorativo e bifamiliare… a ’sto bambino che futuro devo dargli? in più, erroneamente, ieri ho dirottato un aquilone provocando fastidio e tenerezza nel cuore di una madre che, nutrita di ferreo disprezzo nei confronti dei miei saltelli di piacere, spiegava al figlio cosa nella vita sarebbe dovuto diventare e cosa no, io, nel mentre, venivo indicato ad indice teso, il bambino non capiva… io rumoreggiavo…

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