alla fine mi diverto
mi chiedi com’è, come va, come sto… no, non è vero non me lo chiedi per un cazzo… com’è? è che gira come al solito come non dovrebbe girare, gira che come sempre ci sono le persone come me che stanno li ad inseguire qualcosa, un cristo di qualcosa, che quando lo raggiungi capisci che da lontano non ci vedi un granchè bene… sbagliato! anche questa volta, come la volta precedente, come la prossima… inutile che te lo dico... tutto inutile come sempre, come tutte le volte che qualcosa comincia ad affilarsi e proprio quando ti rassegni all’idea che forse è così, deve andare ed andrà, qualcuno alle spalle ti chiama e ti comunica che no! te non fai parte dei fortunati! lui era a prendere il cous cous, ma il numero che ha è precedente al tuo, fai un passo dietro, rispetta la fila ed accontentati del prosciutto cotto, la mortadella sarà finita, il banco salumi vuoto, non lamentarti, non serve… tanto a casa ne godrai per troppa fame, meglio di nulla… meglio dei no e delle lacrime false, ipocrite, stupide, ragionate, innescate a comando… che schifo che fai, vai vai… và che come sempre… io m’avvio più tardi, in ogni caso i miei tempi di percorrenza saranno più lenti ed il percorso deteriorato dal tuo_vostro_loro passaggio… capita che raramente mi sveglio triste la mattina, la mattina mi sveglio, punto!… le emozioni a dopo il caffè, durante la prima sigaretta e d’estate sul balcone, guardando le piante, stranito, mi preparo, c’è il lavoro che mi aspetta, c’è che forse ho un paio d’ore da dedicarti questa sera, forse eh!… ed oggi mi sono svegliato proprio triste, con gli occhi gonfi, con un ora d’anticipo rispetto alla sveglia, per una volta primo, per una volta… con in mente il tuo viso sognato, che fissavi lui pastore e poi me, nulla a sorridermi, c’est la vie… come sempre… che ho lavorato, per perdere tempo, un pò, una mezz’ora non di più… con la rabbia addosso e la tristezza, ma quella giusta, che ti permette di risolvere il lavoro senza rendertene conto, con tempi così rapidi da non poterlo neanche raccontare, c’è che sono uscito di casa con mezz’ora d’anticipo, arrivando quasi a destinazione… quasi, perchè le cose girano sempre allo stesso modo, che incontri un camion in panne in piena salita, che chiami in ufficio ed avverti… arrivo con una mezz’ora di ritardo, voi cominiciate!… non c’è rabbia, l’abitudine insegna, è così… e quando arrivi non ricordi più perchè sei li, perchè? per uno stipendio? per tre settimane di ferie da goderti da solo? per pagare un mutuo che non hai? per mandare avanti una famiglia che non vuoi? no, spiegamelo dai! perchè? guardali loro in faccia, così intelligenti, così grandi, hanno fatto la tua stessa strada… ma un secondo prima del camion, hanno persino portato il loro lavoro, peggio del tuo… ma tu? l’hai lasciato a casa tu! il vizio, il vizio di lavorare su di un altro portatile quando a casa, di mandarti il lavoro per email, il tuo… perchè corri, sempre, dietro a qualcosa, dietro a qualcuno e non ti fermi… stai li che corri e ti lamenti di essere stanco, di avere sete e non ti fermi… perchè corri? rilassati, fermati, se ci rifletti ci arrivi anche te, sarà cosi con o senza impegno e corsa… al massimo non trovi un camion in salita, ma non aspettarti di trovare un traino! c’è la strada… tu falla, punto…
















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