ripensandoci

c’è da ridere davanti alla stupidità che ci portiamo dentro, che io mi porto dentro, testardo, sognatore, finto.. dice “Servito il silenzio?“… servito a nulla, che tanto e troppo silenzio fuori poi… bù… servito a nulla, amo quei posti, quelle passeggiate in montagna da far solo, che lì si che c’è il silenzio a volte, ma serve solo se dentro non hai un gran trambusto… serve solo quando piano hai bisogno di staccare, ragionare su ciò che è e non, come nel mio caso, su ciò che non è… non è… e ci penso, ho molto, ho quasi tutto, ho persone ad attendermi, lavori a gratificarmi, la fortuna di avere, forse, un pò di intelligenza dalla mia parte, la fortuna di sapermela cavare… una fortuna che serve a poco o nulla a volte, ma è una fortuna che non cambia gli eventi, non modifica le storie… vabbè, bisogna prendersela così come viene per quella che è, per quel tanto che forse è stato solo un tempo, un pò… ora ho tempo, forse con una gran palata in faccia finalmente ho capito che ho altro a cui dedicare parte di me, dedicarla a chi non cade nel baratro della finzione solo per fruirne guadagno e tempo… ed a me stesso, non più nella menzogna ma in quello che posso essere io, solo… non so se volutamente, ma lei m’insegna che la vita non è rincorsa, attesa, speranza, la vita è trasporto… un gran paracadute in balia del vento e delle correnti… qualcosa che trascina tutto, per buttarci in mare in spiaggia tra gli alberi su tetti… ho in mente quella foto di me, appollaiato sopra una seggiovia, sorrido… faceva freddo ed il sole pungeva… e si rideva che stavamo bene…

… si doveva camminare ancora tanto…

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