tutto e tutti

svegliarsi già incazzati, con la tristezza in corpo ed un litigio già in corso, una telefonata di un parente che ti fa notare che son le tredici e forse è un po tardino, un frigo sfornito ed una macchinetta del caffè da preparare. Mettersi in macchina solo, verso il solito distributore e poi verso il solito bar, un tramezzino ed una peroni da 66 come colazione, bevuta guidando verso il mare come il migliore dei nulla. Arrivare in spiaggia, aspettando amici, guardando coppiette, bevendo la seconda birra presa al chioschetto, bevila subito prima che scaldi. Primo pomeriggio, sole forte, gente che grida, bambini che giocano, ragazzi che fumano spinelli, odori di crema a sassi sotto il culo. Non ho più voglia di nulla, vorrei dormire anche ora, non per rilassarmi ma per non sentire nulla, non per riposarmi ma per non pensare come nel resto del tempo. Un ragazza mi chiama signore, scusi ha un accendino, è carina e dai modi dolci, mi guarda capendo che sono triste, va via, signore… m’avete rotto il cazzo tutti, tutto…

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