ENIgmi petroliferi
Come dire, il nemico va conosciuto per poterlo criticare. Questo è il caso dell’Eni.
Ho particolarmente a cuore la vicenda del Centro Oli di Ortona. Un’immensa raffineria. Un centro di desolforizzazione del greggio che L’Eni intende costruire in mezzo a colture di viti (montepuciano) e ulivi. Un qualcosa che è in completa disarmonia con la natura abruzzese.
Brevemente, la desolforizzazione non è altro che un processo per cui si “purifica” il petrolio mettendo da parte composti dello zolfo. Il più pericoloso è l’idrogeno solforato, il quale può essere disperso sia nelle falde durante il trasporto del greggio in oleodotti, sia in atmosfera attraverso la combustione in inceneritori.
Le conseguenze di un inquinamento del genere sono tangibili e ben evidenti ma, putroppo, non agli occhi di tutti.
Per far capire meglio chi sono questi signori e come sono soliti operare, tenete a mente che oggi sono stati condannati, negli Stati Uniti, a 254 milioni di dollari di multa per aver cercato di corrompere la Nigeria al fine di estrarre gas naturale e costruire rigassificatori.
Bella gente!
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